Accordo di Facilitazione degli Scambi Commerciali (“TFA”)

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Il 22 febbraio 2017, è entrato in vigore l’Accordo di Facilitazione degli Scambi Commerciali (“TFA”) in seno all’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio),è stato ratificato da 115 Stati membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, tra cui l’Unione Europea, e contiene importanti obblighi anche per gli Stati in via di sviluppo.

L’accordo, fa parte della categoria degli accordi commerciali multilaterali e prevede disposizioni esclusivamente in materia doganale, che dovranno essere recepite dagli Stati aderenti.

Il TFA consta di 12 articoli il cui obiettivo è:

·         rendere più veloce il transito delle merci

·         aumentare il livello di trasparenza e di snellezza delle procedure doganali

·         standardizzare i documenti richiesti agli importatori ed esportatori

·         razionalizzare le spese.

Secondo le stime dell’OMC, l’accordo, una volta implementato da tutti i paesi membri, ridurrà il costo delle transazioni commerciali transfrontalieri in media del 14,3% ed incrementerà il valore degli scambi a livello globale di mille miliardi ogni anno.

Inoltre, l’accordo prevede oltre 40 misure di natura tecnica che ogni amministrazione doganale deve adottare, quali la necessità di pubblicare e rendere disponibili tutte le informazioni in materia doganale, anche su internet, e la necessità di istituire dei Centri di Informazione. E’ altresì prevista la possibilità di effettuare interpelli all’amministrazione doganale ed il diritto di impugnare le decisioni prese dall’amministrazione doganale stessa.

È previsto inoltre l’obbligo per gli Stati di pubblicare in anticipo tutti i dettagli in merito ai pagamenti richiesti dall’amministrazione doganale. è stata istituita una struttura di assistenza, il Trade Facilitation Agreement Facility (“TFAF”), che fornirà assistenza tecnica e finanziaria per i paesi in via di sviluppo.

È importante notare che i predetti obblighi non entreranno in vigore per tutti gli Stati nello stesso momento. Pertanto, mentre per molti Stati l’accordo ha prodotto effetti immediatamente, altri Stati come Argentina, Brasile o l’India si sono avvalsi della possibilità di poter applicare alcuni articoli dell’accordo solamente in una data successiva alla sua entrata in vigore.

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